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Alessandra fuccillo

Diary

Dentro il Borgo

Ottobre 1, 2019

Censimento fotografico di abitanti e lavoratori borghigiani

In collaborazione con La Provincia Pavese e PhotoShowall

Pavia, 09 novembre 2020: si inaugura oggi la mostra fotografica “Dentro il Borgo” un censimento fotografico degli abitanti e dei commercianti del quartiere Borgo Ticino di Pavia, attraverso gli scatti di Alessandra Fuccillo messi “in Cartolina” da photoSHOWall. 

La mostra, virtuale, è visibile sui canali social e sui siti della fotografa Alessandra Fuccillo e del suo studio CameraOff, la Provincia Pavese, photoSHOWall.

Prodotta da photoSHOWall, la mostra è inserita nell’ambito di Photofestival Milano 15Th.

Catalogo digitale su www.photoshowall.com

Quando nel 2019 ho iniziato a fotografare persone per il bando Borgo Attivo, (bando con capofila AINS onlus e con la collaborazione di Aps Presi nella Rete, Decumano Est, Ic Cavour e Aps Borgo), l’intento era quello di scoprire non solo i personaggi del quartiere ma anche gli interni, gli ambienti che li rappresentavano: case, negozi, strutture pubbliche e private. 

L’idea si è poi strutturata in una sorta di censimento fotografico degli abitanti del Borgo Ticino, un quartiere dall’anima popolare e fluviale che ha molte storie da raccontare. 

Fotografare queste persone aveva questo significato prima della pandemia, ma le circostanze in cui viviamo hanno visto cambiare tutte le nostre abitudini e di conseguenza è cambiato il rapporto tra i luoghi e le persone: le palestre ora sono vuote, per esempio, le case sono più vissute, qualcuno le ha cambiate, le ha attrezzate per poterci lavorare, i negozi hanno cambiato la loro struttura per poter far fronte alle direttive, tutti gli spazi si stanno trasformando in spazi di resistenza e rifugio. 

In questo contesto ho deciso di continuare a raccontare il rapporto tra spazio e personaggi del Borgo, durante la pandemia e spero, alla fine di questo lungo e difficile periodo.

La mostra in cartolina photoSHOWall

Se la fotografia esce dai luoghi di esposizione (musei, gallerie) e di fruizione (carta stampata) e si diffonde nella città, diventa una forma di arte popolare e, se non vogliamo recuperare questo termine, legato ad esperienze artistiche degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, possiamo dire una forma di visione partecipata.  Si crea una sinergia con l’ambiente urbano circostante e l’immagine vive una nuova vitalità, quella della partecipazione alla vita pubblica, agli scorci cittadini. Una nuova visione della fotografia d’autore, la cui fruizione, se la struttura ideata da photoSHOWall trovasse adeguata collocazione in ambienti urbani, potrebbe diventare diffusa.

Alla base del progetto di photoSHOWall si può individuare una visione dinamica dell’immagine, non più univoca e uniforme, ma articolata e molteplice. La scomposizione delle singole fotografie è solo l’aspetto più evidente di queste immagini ricreate, dove la variabilità della combinazione consente una quasi infinita articolazione nel formulare nuovi spazi, nuovi campi visivi dove i dettagli possono assumere rilevanza rispetto all’insieme; ma è la stessa unità formale a subire una trasformazione intrinseca e strutturale per dare dinamismo alla fotografia che, per sua natura, è statica, assoluta e definitiva. Una gabbia visiva che moltiplica le possibilità del saper vedere.

Per questa esposizione, virtuale, eppure concreta nella sua realizzazione con immagini vere dell’autore accostate a scorci, altrettanto realistici, della città ripresi per l’occasione, si è realizzata una formula di commistione fra più immagini; un’articolazione che propone una nuova cartolina: una doppia lettura delle opere originali dei sette fotografi.

Si è voluto realizzare questo progetto speciale per evidenziare le infinite possibilità creative delle strutture di photoSHOWall e per verificare come la fruizione delle immagini può variare in base al contesto in cui vengono collocate e alla cornice con cui vengono presentate. Una riflessione sulla contemporaneità dove il cosa è stato sostituito dal come.

(Renzo Basora)

photoSHOWall è stato sviluppato nell’ambito del progetto SHOWall finanziato a valere sul Bando “Smart Fashion and Design” promosso da Unione Europea e Regione Lombardia e cofinanziato dal POR FESR 2014-2020 in quanto progetto di sviluppo sperimentale legato alle innovazioni e alla disseminazione dei risultati nella filiera della moda, del design, delle industrie creative e culturali.

Milano Photofestival 15TH  

07.09-15.11 2020 

Scenari, orizzonti, sfide. Il mondo che cambia 

La quindicesima edizione della rassegna annuale di fotografia d’autore organizzata da AIF – Associazione Italiana Foto & Digital Imaging propone dal 7 settembre al 15 novembre 2020 un programma gratuito di 140 mostre fotografiche diffuse e altri appuntamenti inseriti in un circuito capillare che coinvolge tutto il territorio metropolitano milanese e alcune province lombarde, per promuovere la cultura dell’immagine. 

milanophotofestival.it

www.photoshowall.com

Diary

Arcipelago – Isole del sé e degli altri

Ottobre 1, 2019

 

Mostra risultante dal laboratorio fotografico sull’autoritratto tenutosi a cavallo tra il 2018 e il 2019 in quattro comunità psichiatriche per conto di Seriana2000 Onlus 

Diary

Italian Beach Society

Agosto 13, 2017

Italian Beach Society is a reportage on Italian beaches and their population. At the beach in Summer we all change our habits and we all dress and undress in different ways: I’m trying to document Italian middle class habits and inclinations using the colored and crowded set of the beach.

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Odi et Amo

Luglio 13, 2017

Odi et amo – video reportage pensato e diretto da Alessandra Fuccillo, fotografa e videomaker, incentrato sul rapporto di amore ed odio con il cibo e con il corpo, in presenza di un disturbo alimentare.

Selezione ufficiale Caorle Film Festival 2018

Chiara Rizzi (bodybuilding) e Silvia Bortot (pugilato, K1) si sono prestate a questo intimo racconto, nell’ambito dell’iniziativa “Dagli il giusto peso” del Progetto I Figli di Eracle – psicologia degli sport da combattimento.  La colonna sonora originale è di Marco Scipione.